28 Giugno 2022

Server in Germania o in Italia, una questione anche di costi energetici.

Quanto impatta sui costi essere in Hosting, Housing o colocation su un datacenter tedesco piuttosto che un datacenter italiano? Una breve spiegazione.

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Negli ultimi mesi abbiamo una richiesta piuttosto elevata (circa 4 clienti a settimana) di utenti con server Entry level nella fascia di Server Dedicati economici che ci contattano con l’unica esigenza di mantenere e/o ridurre i costi di noleggio del loro server attualmente a noleggio presso alcune infrastrutture italiane.

La cosa può sembrar di poco conto nel suo complesso, tre o quattro clienti a settimana possono sembrare un’inezia, ma se esaminati questi numeri nel loro contesto in realtà è qualcosa di assolutamente nuovo che non si era mai verificato prima con tale costanza.

Dall’eccezionalità apparente del fenomeno, abbiamo visto invece una regolarità a cui abbiamo cercato di dare una lettura e comprensione del fenomeno che lega indissolubilmente l’aumento del costo dell’energia e l’aumento dei prezzi di hosting italiani e datacenter italiani.

Questi nuovi clienti (o potenziali tali) ci contattano dicendo e ribadendo che hanno avuto delle variazioni contrattuali (o almeno la comunicazione degli stessi) e che il costo della componente energetica impatta anche 20 / 30 euro al mese, che su un servizio da 90€ al mese significa avere un impatto di oltre il 30% dall’oggi al domani.

Come abbiamo sempre specificato, il 90% abbondante della nostra struttura è in colocation presso un datacenter tedesco di fascia enterprise, questo permette in modo indiretto di avere la migliore offerta economica grazie alle politiche ed economie di scala che il datacenter che ci ospita riesce a proporre ai suoi clienti.

Un conto è avere una saletta server da 1000 server in via Caldera a Milano, un conto è avere un’azienda con tre datacenter certificati che riescono ad ospitare oltre 200 MILA server per singolo datacenter.

Datacenter Germania

Questo dettaglio porta necessariamente a ragionare su economie di scala dove anche solo 10 centesimi risparmiati a singolo server porterebbe un risparmio di 50 mila euro su mezzo milione di server.

Immaginate insomma la saletta server con 1000 server che parla col fornitore Europeo di CPU, che cerca il prezzo per 500 nuove CPU, e la grande azienda che decide di effettuare un ordine di 100 mila nuove CPU di alta fascia.

Potranno avere lo stesso prezzo e la stessa offerta? Ovviamente NO. Ed è il motivo per cui ad oggi per citare un esempio reale, un server con processore AMD EPYC 7502P 32core / 64thrread “Rome” che costa di listino solo ed esclusivamente la CPU circa 2700 dollari, ed ulteriori 1000 euro di Hardware per un totale di circa 3500 euro, riusciamo a noleggiarlo con assistenza managed a sole 250€ / mensili.

È ovvio che a prescindere dei rapporti contrattuali che un’azienda grande, grazie alla loro influenza dovuta loro politiche ed economia di scala riesce a strappare ai propri fornitori di hardware, connettività ed energia le migliori condizioni possibili, tuttavia però, esistono dei limiti dove oltre a un certo punto non è possibile andare per risparmiare anche qualora i fornitori di energia elettrica decidessero di REGALARE l’energia alla grande azienda di turno pur di accontentare il cliente.

Questi limiti vengono definiti dal costo di produzione ed importazione dell’energia a livello nazionale, che differisce in maniera anche sensibile da paese a paese in base soprattutto alle politiche nazionali di produzione dell’energia ed eventuali scelte politiche in base alla tassazione e alle accise sull’energia elettrica.

Questo è un argomento piuttosto pruriginoso e nuovo anche per noi, visto che eccetto questo periodo storico di rincari dovuto al conflitto bellico russo – ucraino, non ricordiamo dal 2005 ad oggi rincari così marcati almeno per ciò che succede nel nostro paese in Italia.

Abbiamo dunque voluto addentrarci nel vivo della vicenda per capire come cambia il costo dell’energia elettrica tra alcuni paesi e come possa essere più conveniente ed economico comprare un server in Germania piuttosto che in Italia, soprattutto per i costi della componente energetica elettrica fortemente più conveniente in Germania.

Prezzo dell’energia elettrica, in Italia +82%. In Germania +17%, in Francia +6%

In Italia dal gas viene prodotta la metà (48,4%) dell’elettricità. Francia e Germania riducono ulteriormente l’utilizzo del gas, troppo costoso. Al contrario l’Italia ne aumenta l’utilizzo del 5,6%

L’analisi del report mensile dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) dell’Ocse evidenzia la differente reazione delle maggiori economie europee all’escalation dei prezzi del gas, letteralmente deragliati nella seconda metà del 2021. A gennaio 2022, sul totale di energia elettrica prodotta nei dodici mesi, in Germania il 42,6% proviene da rinnovabili, il 29,2% dal carbone, il 14,9% dal gas e l’11,1% dal nucleare. In Francia domina il nucleare, dal quale proviene il 67,4% della produzione di elettricità, seguito dalle rinnovabili con il 23,3% mentre l’uso del gas è limitato al 5,8%. Maggiore esposizione dell’Italia alla bolla dei prezzi del gas, fonte con cui viene prodotta la metà (48,4%) dell’elettricità, superiore al 41,5% della quota da rinnovabili, mente è basso l’utilizzo di carbone (5,4%) e petrolio (3,6%)

RINNOVABILI. Anche l’analisi della tendenza nell’ultimo anno mostra ampie differenze tra i maggiori paesi europei. Sul fronte delle rinnovabili, la produzione eolica è in calo in Francia (-8,9%) e Germania (-5,7%), mentre è in controtendenza in Italia (+5,6%). La produzione da solare sale del 13,1% in Francia e del 4,0% in Germania, mentre ristagna (+0,8%) in Italia. I fenomeni di siccità hanno determinato una diffusa riduzione di produzione di energia idroelettrica.

CARBONE. Nel cuore green dell’Europa, in Germania, la produzione di elettricità con il carbone, oltre ad avere un peso più elevato, sale di molto nell’ultimo anno, segnando un aumento del 20,1%. La Francia, pur registrando un contributo del carbone più limitato, ha aumentato del 61,5% la produzione questa commodity, mentre per l’Italia la crescita si ferma al 5,6%.

GAS. E il gas? Costa troppo, e di conseguenza Francia e Germania, che peraltro già lo usano meno, ne riducono ulteriormente l’utilizzo, rispettivamente del 5,1% e del 6,0%. Al contrario l’Italia, con quasi metà dell’elettricità prodotta dalle centrali a gas, ne aumenta l’utilizzo, registrando una crescita del 5,6%; stiamo parlando di una commodity che a dicembre 2021 segna un aumento del 255% dei prezzi all’importazione.

PREZZO DELL’ENERGIA ELETTRICA. Le differenti matrici di generazione elettrica e le loro evoluzioni nella crisi, determinano un divergente andamento dai prezzi dell’elettricità al consumo. Secondo i dati Eurostat pubblicati ad aprile scorso, il prezzo dell’energia elettrica sale dell’82,3% in Italia, un ritmo doppio della media dell’Eurozona, a fronte di un più limitato dinamismo in Germania, dove i prezzi salgono del 17,6%, e in Francia, dove l’aumento si ferma al 6,0%.

Quanto consuma un server dedicato?

Facendo un conto molto banale i server rimangono accesi 24 ore al giorno, quindi se moltiplichiamo 0,418kW / ora x 24 ore otteniamo 10kWh di consumo energia elettrica.

Considerando le tariffe comprensive di spese varie vediamo che 1 kWh costa circa 0,25 Euro, quindi per 10kWh che consumiamo in 24 ore (1 giorno) spendiamo 0,25 x 10 = 2,5 euro/giorno e

in 1 anno spendiamo circa 2,5 euro x 365 = 912 euro.

Se stai cercando un server dedicato economico.

Se sei dunque alla ricerca della migliore condizione per l’acquisto o il noleggio di un server dedicato, dovresti tenere in considerazione oltre che alle politiche di scala sui costi estremamente conveniente dell’hardware, anche il risparmio sulla componente energetica.

Potresti insomma abbattere grazie alle due componenti sul costo dell’hardware e del costo della componente energetica circa tra il 25 ed il 50% dei costi che otterresti noleggiando lo stesso server con le stesse caratteristiche in un datacenter italiano.

Certamente, questo è un dato molto approssimativo ed ogni caso è un caso a sé che va valutato e ponderato in modo sartoriale, ma possiamo stimare pacificamente un reale risparmio economico.

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