La differenza tra un Hosting WordPress comune e un Hosting WordPress ottimizzato.

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Se volessimo indicare ad un consumatore finale del perchè un Hosting WordPress veloce possa essere migliore di un hosting WordPress normale, si finirà necessariamente per parlare dei risultati finali dell’investimento nel piano hosting.

Poco importa al consumatore finale di quello che c’è “sotto il cofano”, quel che interessa giustamente è misurare le performance anche ad occhio. Un sito che apre una pagina in un secondo è sicuramente ben tangibile ed eloquente rispetto ad un sito che apre una pagina in sei secondi.

Quello che in alcuni casi può lasciare perplessità sono invece di costi indubbiamente maggiori su un hosting ad alte performance, in cui si può tranquillamente arrivare a spese di 50 – 100 euro al mese contrariamente a hosting normali, dove il costo medio oscilla tra le 50 e le 100 euro l’anno.

Cosa fa costare un hosting WordPress Managed ad alte performance 10 volte di più ?

Per rispondere a questa domanda bisogna illustrare sin da subito il modello di business di chi decide di intraprendere la professione di hosting professionista. I modelli sostanzialmente possono essere due ed entrambi vincenti se si pensa che per “vincente” si intende conseguire risultati imprenditoriali con bilanci positivi, fatturati importanti ma sopratutto utili soddisfacenti.

Per essere più chiari possiamo immaginare due modelli di Business, quello della catena di fast food Mc Donalds e quello della catena di ristoranti Gordon Ramsey.

Il primo che si basa su un pricing alla portata di tutti con cibo piuttosto banale che rastrella ogni anno miliardi di dollari vendendo panini da 4 dollari.

Il secondo che si basa su un pricing molto elevato alla portata di pochi benestanti con cibo molto esclusivo, ricercato che rastrella ogni anno milioni di dollari vendendo piatti da 100 dollari l’uno.

Funzionano entrambi insomma, ma con caratteristiche e clientela molto diversa, così come anche i piatti serviti, e sicuramente la soddisfazione del cliente finale che già potete intuire guardando le due pietanze in foto :

 

Modelli di business diversi, ingredienti diversi, ricerca diversa, cura maniacale diversa, locali diversi, esperienze sensoriale diversi, costi ovviamente diversi.

Nel mondo dell’hosting funziona allo stesso modo, con modelli di business principalmente di due tipologie, il low cost che puntualmente significa low value, e l’hosting managed ad alte performance e ad alto valore. Diamo un’occhiata ai due modelli di business e ai loro pro e contro di ogni rispettivo modello.

Hosting Low Cost

Il modello di business basato sull’hosting low cost ha come prerogativa quella di ottenere importanti risultati economici vendendo moltissimi pacchetti a prezzi bassi.

Per intenderci vendere 10 mila di pacchetti a 100 euro l’anno può rientrare in una strategia vincente di hosting Low Cost portando un introito lordo di 1 MILIONE di Euro.

Ovviamente in quella cifra non si potrà offrire una consulenza ad-hoc, un’ottimizzazione del server, del sito, delle tabelle, e un sistema di caching ottimale per ottenere le massime performance.

Di norma questo tipo di servizio vi invogliano con la pubblicità advertising vi portano sul loro sito, vi mettono avanti una lista di soluzioni con caratteristiche e prezzi diversi, vi portano ad aggiungere al carrello la soluzione desiderata, farvi pagare online con paypal o carta di credito e subito dopo riceverete per mail la comunicazione con tutte le credenziali del servizio acquistato e a seguire la relativa fattura.

Da qui in poi siete soli, dovete avere le capacità per caricare il vostro sito in maniera corretta, caricare il dump del database SQL e successivamente provare a fare un’ottimizzazione su un’infrastruttura che già di base NON OFFRE nessuna miglioria a livello di stack software o di hardware sottostante, con risorse SPESSO spinte oltre al loro limite adottando quella cattiva prassi chiama overselling (delle risorse) che ha come effetto negativo quello di rendere ancora più lento qualcosa già lento di suo.

Per l’hoster ovviamente è più conveniente riuscire a mettere 100 siti (lenti) su un unico server e farlo fruttare 10 mila euro l’anno piuttosto che solo 20 (più veloci) e farlo fruttare “solo” 2000 euro l’anno.

Li riconoscete spesso per approcciarsi come un “All You can eat” cinese. Offerte del tipo “illimitate” che promettono la luna a costi tutto sommato irrisori.

 

I risultati sono spesso deleteri sia per loro che per i clienti finali, che i visitatori dei loro siti che si trovano avanti un sito lento e macchinoso che produrrà stress e insoddisfazione all’utente finale che magari non completerà un acquisto e dunque non farà fare utili al proprietario dell’ecommerce che vedendo un’attività fallimentare presto disdirrà l’abbonamento al servizio di hosting low cost e dunque anche l’hoster perderà quel cliente rendendo vano l’investimento in advertising fatto per poter ottenere un cliente in più.

Il loro stack software LAMP fa schifo

Nel 99% dei casi chi fa Hosting Low Cost utilizza un Hosting LAMP basato su Linux, Apache, MySQL e PHP. Per lo più delle volte fornito e gestito da pannelli di controllo come cPanel o Plesk che aiutano l’utente ad essere autonomo in tutte le operazioni evitando di contattare l’hoster e la sua assistenza tecnica.

Questo può sembrare anche un bene, ma di sicuro non produce buoni risultati in termini di performance e possibilità in quanto questi pannelli di controllo pur essendo molto articolati non danno veramente la libertà di poter “lavorare di lima” per fare un tuning ad hoc in termini di performance. Piuttosto anzi riescono a creare problemi lasciando un’ampia varietà di opzioni (la maggior parte inutili) che cliccate a caso dall’utente smanettone tendono a produrre più danni che benefici come il malfunzionamento del servizio o addirittura perdita dei dati.

Per intenderci ecco uno stack LAMP classico di un Hosting Low Cost, osservate la banalità di un’infrastruttura nuda che non ha nessun sistema di caching per ottimizzare le performance.

Verrebbe da criticare le performance di Apache piuttosto che NGINX come abbiamo ben specificato in questo articolo .

Verrebbe da criticare la scelta di MySQL rispetto ad un Percona Server molto più performante, ma sopratutto verrebbe da criticare sopratutto quello che dovrebbe essere presente in un hosting che davvero funziona e che in quest’architettura e stack software (che poteva andar bene nel 2001) oggi non c’è.

Con qualche centinaio di utenti online al massimo si tende ad andare offline con errori del webserver. Quando passano gli spider di Google in orario notturno spesso il sistema restituisce errori di tipo 500 per saturazione delle risorse mettendo in serio pericolo sia l’indicizzazione che il relativo posizionamento.

 

Hosting WordPress Managed ad alte prestazioni e alte performance

Il modello di Hosting Managed ad alte perfomance ha come prerogativa quella di ottenere importanti risultati economici vendendo soluzioni ottimizzate e managed a costi maggiori che per necessità di domanda / offerta ne saranno venduti meno rispetto alle soluzioni Low cost.

Per intenderci vendere 1000 pacchetti Managed a 100 euro al mese producono un introito di 1 MILIONE e 200 MILA EURO l’anno.

In quella cifra si offrirà ovviamente una consulenza ad-hoc, un’ottimizzazione del server, del sito, delle tabelle, e un sistema di caching ottimale per ottenere le massime performance, un sistema di backup triplo, un monitoring attivo e delle garanzie molto importanti.

Questo tipo di servizio si contraddistingue per l’enorme contatto umano che avviene già in fase di prevendita per spiegare bene al cliente cosa si offre e quali vantaggi otterrà con una soluzione con costi sicuramente maggiori ma con performance e qualità che valgono molto più del prezzo che l’utente è disposto a pagare. Il valore insomma.

Una volta accettata l’offerta, normalmente con un contratto ad-hoc, modulare per le opzioni di assistenza e caratteristiche sottoscritte si entra in un servizio di tipo “chiavi in mano”, in cui l’utente si limita a consegnare le credenziali del vecchio fornitore, per lasciare ai nuovi sistemisti del servizio managed tutte le operazioni di migrazione, configurazione, ottimizzazione e testing del nuovo sito sulla nuova infrastruttura hardware dotata di uno stack software molto evoluto dal punto di vista delle tecnologie in gioco.

Il loro stack software è molto complesso e ottimizzato

 

Rispetto allo stack software di un sistema Low Cost basato su appena 4 componenti, qui ne contiamo ben 20, con funzioni specifiche tra ottimizzazioni a livello di database, cache statiche, cache dinamiche, indici per la ricerca full text di contenuti come ElasticSearch e sistemi di generazione della cache statica periodica.

Uno stack simile è il fiore all’occhiello di siti che generano numeri davvero importanti a livello internazionale come ad esempio testate giornalistiche come CNN, BBC, ESPN, NY Times che abbiamo voluto citare in questo articolo sulle tecnologie software di ottimizzazione più utilizzate dai grandi brand, ed è anche fiore all’occhiello tra i nostri clienti con numeri generati davvero importanti fino ad oltre 100 milioni di visitatori al mese.

Li riconoscete spesso dal portfolio clienti che includono marchi e clienti noti con traffico importante nell’ordine di svariate decine di milioni di visitatori al mese.

Vi assicurano un miglioramento di performance che potete riscontrare a livello visivo e nell’esperienza utente sin subito dopo l’ottimizzazione del vostro sito e vi garantiscono un livello del servizio molto importante con uptime garantiti, e penali in caso di mancanza di conformità.

In conclusione ?

Se avete bisogno di un mero biglietto da visita e non avete ambizione nello scalare le SERP di Google, di avere pagine molto veloci e di avere un’assistenza e un tuning professionale optare pure per un servizio low cost, il vostro business non ne risentirà in alcun modo e farete anche un buon risparmio alla fine dell’anno che potrete sperperare senza troppi pensieri in una vacanza con la vostra famiglia o in qualche sfizio.

Se invece avete bisogno di essere competitivi online, avere siti veloci e scattanti, avere garanzie e il miglior tuning professionale, il consiglio è quello di investire in un hosting ad alte performance. Avrete magari forse l’impressione errata di spendere “troppo” rispetto a soluzioni low cost, ma quella spesa è in realtà un investimento che fate sul vostro sito e sul vostro business, mirando ad essere migliori dei vostri competitor e raccogliere frutti molto importanti che vi permetteranno non solo la vacanza a fine anno di quello che avete risparmiato dall’investimento, ma di garantirvi un benessere economico notevole derivato dalla riuscita del vostro business che vi permetterà di sentirvi veramente liberi e soddisfatti anche dal punto di vista di libertà finanziaria.

L’importante è avere ben chiare le idee su cosa siano o non siano le due tipologie di hosting sopra citato. Nella vita reale dubito che scambiate una Ferrari con una FIAT Punto, e non vedo perchè si dovrebbero confondere queste tipologie di hosting, il loro prezzo, ma sopratutto il loro valore.

 

 

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