14 Settembre 2022

Hosting Economico. Qual è un Hosting economico e come riconoscerlo ?

Spieghiamo quando un hosting viene definito economico, come sceglierlo ed in base ad obiettivi e requisiti.

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L’Hosting più economico per antonomasia è l’Hosting gratuito. Sono piuttosto sicuro che non ti aspetteresti grandi cose da un Hosting gratuito, non ti aspetteresti spazio illimitato o performance degne di nota perchè appunto è gratuito e da qui penseresti subito che la qualità non può essere eccelsa rispetto ad hosting a pagamento, perchè nessuno regala niente.

Tuttavia dal momento che inizieresti a pagare qualcosa per l’hosting, anche fossero solo dieci, venti, trenta euro l’anno ecco che inizierai a volere, ottenere e soprattutto pretendere.

Perchè ? Perchè stai pagando giustamente, e dunque dal momento che paghi hai diritto a pretendere (ciò che è scritto nel contratto e nella scheda tecnica).

Ed è qui che nascono i problemi, perchè per leggere una scheda tecnica bisogna essere tecnici appunto, avere infarinature di sistemistica e nozioni tanto più avanzate quanto è complessa la tecnologia che stiamo acquistando.

Un conto è valutare un Hosting con 20GB di spazio disco, interprete PHP e 200Mbyte di MySQL, un conto è valutare un piano hosting con 20GB di spazio disco e 50 mila inode, interprete PHP con suhosin attivo, e 200Mbyte di MySQL senza supporto InnoDB.

Sei in grado di comprendere cosa stai comprando ? La risposta molto probabilmente è no, e non devi mica fartene una colpa, semplicemente non sei esperto dell’argomento, così come lo scrivente di questo articolo va dal meccanico a farsi cambiare l’olio del motore perchè non ne capisce di motori (sebbene tutti dicano sia banale cambiare l’olio).

Hosting economico, valore relativo e valore assoluto.

Quando si parla di “economico” si parla in merito ad un aggettivo che può essere un aggettivo di merito, comparativo o superlativo, relativo o assoluto.

Volendo parlare del mondo delle automobili, siamo tutti d’accordo che un’auto da 100 mila euro non è un’auto economica. Tuttavia se specificassimo che abbiamo in offerta una Lamborghini Diablo nuova a sole 100 mila euro, ecco che immediatamente iniziamo a pensare che quella supercar che di listino la troviamo tra i 250 ed i 300 mila euro, inizia ad essere estremamente conveniente. Per qualcuno addirittura economica.

Il concetto nel mondo dell’Hosting è molto simile, non ci si può fermare al prezzo, ma si deve necessariamente comprendere cosa viene offerto a quel prezzo e cosa include l’offerta sia nei servizi tangibili, sia nei servizi non tangibili.

Un hosting da 100 euro al mese potrebbe sembrare estremamente costoso rispetto al prezzo di un Hosting di fascia low cost da 50 euro l’anno, ma potrebbe offrire caratteristiche di fascia enterprise e sistemi avanzati di accelerazione, Cache, e quant’altro che altri competitor vendono magari a 2000 euro al mese. A quel punto l’hosting da 100 euro al mese, sarebbe costoso per l’utente che ha un budget ridotto e cerca un hosting senza troppe pretese, ma estremamente economico per chi cerca caratteristiche ultra professionali senza necessariamente dover investire sfacciate somme.

Valutate gli obiettivi di business e le aspettative nell’acquisto di un Hosting.

Un idraulico ci ha trovato online cercando sui motori di ricerca e ci ha chiesto un paio di domande in merito all’hosting perchè stava decidendo di fare un sito web per la sua attività.

Alla nostra domanda in merito ai fini del sito, se avesse intenzione di posizionarsi a livello locale o nazionale, se avesse intenzione di fare advertsing e lead generation, ci ha risposto che voleva una sorta di biglietto da visita e una casella mail, perchè si sentiva “da meno”, quando andava agli eventi di rappresentanza delle aziende produttrici di caldaie e condizionatori e chiedevano sito web ed email e lui non ne aveva uno. Si sentiva a disagio e voleva rimediare.

Il nostro consiglio spassionato è stato quello di andare da un noto fornitore di Hosting Low cost Italiano che va letteralmente a ruba. (perdonate il gioco di parole) e comprare il loro piano base che sarebbe stato più che sufficiente per le sue esigenze.

Diverso è invece se ci si trova di fronte ad un e-commerce o un sito web editoriale che mira ad avere tempi di risposta immediati (inferiori ai 100 millisecondi) con il supporto degli ultimi formati di compressione multimediali, ed un tuning sistemistico di elevata caratura. Li non potete risparmiare sul budget perchè significherebbe penalizzare la vostra attività e non conseguire gli obiettivi prefissati.

Ricordate sempre che l’Hosting è un servizio e non un prodotto.

Purtroppo con la moda del low cost si tende a pensare che l’Hosting sia un prodotto e non un servizio, questo è un errore grossolano che produce quel bias cognitivo, non lasciandovi comprendere appieno le attività che sono nel dietro le quinte di un servizio di hosting. Ad essere pignoli, bisogna dire che un Hosting non solo è un servizio e non un prodotto, ma spesso è anche un servizio estremamente personalizzato, cucito su misura delle necessità del cliente.

Come si differenzia un servizio da un prodotto ? Il prodotto lo compri visto e piaciuto e finisce il rapporto col venditore. Un servizio lo compri, lo adatti sulle tue esigenze, poi dopo 6 mesi di perfetto funzionamento, ecco che ti hanno hackerato il sito, ecco che non ricordi più la password della mail, ecco che hai fatto un errore installando un nuovo plugin e il sito non si connette più al database rendendo il sito invisibile.

Chi risolve cosa e perchè ? Entro quanto tempo ? A quali costi ? Sei stato in vacanza un mese e al rientro qualcosa non funziona ? Abbiamo il backup di 30 giorni fa ?

Vuoi essere certo che il tuo sito sia online e un sistema di monitoring controlli ogni 30 secondi l’effettiva raggiungibilità del sito ed intervenga in autonomia entro 15 minuti ? Ecco questo è un servizio, che ha un valore ed ovviamente anche un costo.

Nessun hosting dirà mai di fare schifo.

E’ giusto, palese e comprensibile; nessun hosting avrà mai la correttezza di dire di essere un pessimo Hosting. Magari alla soglia del 2023 non usa ancora la compressione Brotli o HTTP/2, potrà avere un Time To First Byte (TTFB) di 4 secondi, laddove già mezzo secondo sarebbe stato eccessivo, ma continueranno a dire che sono bravi, sono forti, veloci ma anche economici. Poi li vedi, li guardi, li pesi, non hanno casi di studio, non hanno un portfolio degno di nota. Il miglior cliente ? Una pizzeria, un parrucchiere, un idraulico.

Nessuno che abbia l’onestà intellettuale di dire quali prassi barbare siano costretti a fare per stare entro i costi, ne delle politiche di overselling becere o le varie diciture, spacciando vCPU come se fossero CPU e dunque vendendo di fatto 1 vCPU come se fosse un core, eppure basta utilizzare tool come ip info per comprendere quante centinaia di domini vengono ammassati su un singolo server anche di bassa manifattura.

Nessuno avrà il coraggio di mostrare le foto dei loro datacenter di fortuna realizzati in capanni riadattati al momento, laddove i generatori e l’impianto di aereazione sono raggiungibili e sabotabili semplicemente scavalcando un cancello di due metri. Senza filo spinato, senza vigilanza e presidio. Eppure se vi fate un giretto con Google Earth viene fuori anche questo in certi casi.

Le loro recensioni, il nulla cosmico, ma intanto avranno impiantato il seme della follia nel tuo processo valutativo / decisionale, convincendoti che con 30 euro l’anno avrai un hosting perfetto per dominare le SERP dei motori di ricerca.

Siamo seri, un hosting da 30 euro l’anno nella migliore delle ipotesi potrà rimanere online, di sicuro se fosse un hosting buono o ottimo, non ci sarebbero offerte di fascia enterprise a centinaia di euro al mese.

Nel mondo dell’Hosting c’è un dietro le quinte che nemmeno immaginate.

Pannelli scrausi e veri obrobri, nonchè causa di tutti i problemi di performance del mondo come Plesk o cPanel hanno lasciato credere che qualsiasi improvvisato che noleggi un server in qualche datacenter tedesco o francese potesse essere equiparabile ad un sistemista agli occhi dell’imprenditore ignorante (che non sa) di turno.

Nel mondo vero dell’hosting, quello fatto di professionisti e non di ragazzini assunti a 1400 euro al mese con contratto collettivo nazionale CCNL c’è un mondo ben diverso dai pannelli di controllo banali e sempliciotti come Plesk e cPanel a cui vi hanno abituato i venditori di fumo li fuori. C’è ricerca, sviluppo, testing, e soprattutto valore. Un valore che è difficile da comprare e da assumere. Un sistemista che sa fare bene il suo lavoro ai massimi livelli, ovvero è in grado di fare la differenza sul mercato ed offrire un reale valore aggiunto al cliente finale, non si lascia assumere, piuttosto fornisce servizi da libero professionista, consulente, freelance.

Un hosting fatto di persone e professionisti seri ha costi molto elevati, costi che non si ripagano col sito del pizzaiolo o del barbiere sotto casa che si aspetta di comprare un servizio da 30 euro l’anno tutto incluso.

Per fare una paga di un sistemista al lordo delle tasse (immaginiamo una classica RAL da 35 mila euro l’anno insomma) al netto dell’utile di 10 euro ogni hosting low cost da 30 euro venduto, si ha bisogno di almeno 3500 clienti l’anno per una RAL di 35 mila euro che al netto delle tasse siamo sui 24 mila euro l’anno. Follia allo stato puro solo abbracciare un business incentrato sul low cost.

Il cliente vale ciò che porta all’azienda e non solo ciò che paga.

Abbiamo avuto nel corso degli anni moltissimi clienti che venivano da hosting low cost, non che avessero necessità particolari o che si trovassero male con altri fornitori, ma ecco qui che nella loro offerta preconfezionata da 30 euro l’anno, non era possibile aggiungere o cambiare un IP, aggiungere un sistema di filtering Geo IP o fare una pulizia professionale dopo un attacco hacker e non un semplice restore.

La risposta al cliente che davano quando il cliente otteneva un rifiuto era qualcosa pressappoco simile a “Gentile Cliente, il suo piano hosting non permette di fare ed ottenere quello che lei ha chiesto“.

E’ colpa del fornitore di Hosting dunque o del cliente ? Dipende. Di certo se compri un piano preconfezionato che offrono “quello e non più”, è logico e pacifico che il fornitore si limiti ad offrire e garantire contrattualmente quello che hai comprato. Nulla di più.

Ed è quello che facciamo anche noi, sebbene su piani hosting che partono da 27€ / al mese, tendiamo ad essere malleabili ed accondiscendenti verso un cliente che fa determinare richieste specifiche, e dove non siamo in grado di offrire direttamente il servizio (pensiamo al cliente che vuole a tutti i costi aggiungere un plugin sulla sua installazione WordPress ed ha noi come unico riferimento) giriamo contatti, sviluppatori con cui collaboriamo al fine di soddisfare la sua seppur non pertinente, insistente richiesta.

Un Hosting Low cost, preferisce perdere il cliente e non avere sbattimenti, perchè un cliente da 30 euro l’anno al netto dei costi e delle tasse, parliamo di un utile di 10€. Chi vorrebbe avere a che fare con un cliente che ti lascia 10 euro l’anno ? Già rispondere ad un ticket fa venire meno l’interesse di un cliente potenzialmente piantagrane.

C’è purtroppo una menzogna che viene spesso propagandata senza vergogna dalle aziende di qualsiasi genere e qualsiasi tipo, ovvero che un cliente piccolo ha la stessa importanza di un cliente grande. Un cliente da 30 euro l’anno ha lo stesso valore di un cliente da 10 mila euro l’anno.

Siamo seri, usciamo fuori dalle menzogne e dagli slogan politically correct che lasciano intendere cose non vere, un cliente altospendente ha sempre maggiore priorità di un cliente low cost. Noi ad esempio col vecchio marchio Dreamnet.it – IT Solutions abbiamo fornito hosting low cost (piani da 30euro annui) dal 2005 al 2016, e dal 2017 abbiamo man mano recesso contrattualmente da tutti i piani low cost, invitando il cliente a trovare un hosting più adeguato alle sue necessità di risparmio, piuttosto che necessità di performance.

Perchè ? Perchè il gioco non vale la candela, ed un cliente da 30 euro l’anno che già ti scrive due mail all’anno, magari perchè ha dimenticato la password o perchè vuol consiglio sul plugin più adatto per pubblicare la collezione di gattini sul suo sito è un cliente che fa perdere tempo e non porta utili.

Senza contare tutte le implicazioni legali e burocratiche a cui si va incontro solo a stipulare un contratto con un cliente magari piantagrane dall’avvocato facile. Nessuno vuole clienti da 30 euro l’anno e quelli che ancora pensano fare business sulla “coda lunga”, tanti clienti a poco costo, dovrebbero iniziare a rendersi conto che non sono Netflix che offrono offerte standard, ma che i clienti scrivono, mandano le mail, vogliono risposte, pretendono e fanno perdere tempo e denaro.

E’ un discorso controproducente questo, non bello, non politically correct che nessuna azienda di Hosting ha mai fatto pubblicamente dietro ai falsi slogan “Il cliente ha sempre ragione”.

Ma siamo seri una volta tanto, svecchiamo questi slogan ormai belli nella forma e privi di sostanza ed iniziamo a dire realmente le cose come stanno, la verità la conoscono tutti in fondo, solo che fa comodo pensare e credere che con 30 euro l’anno si possa avere lo stesso trattamento e lo stesso riguardo di un cliente che ne spende 500 al mese.

L’Hosting è un costo o un investimento ?

Bisogna sempre capire in ogni fase della vita e per ogni prodotto o servizio, se quello che paghiamo è un attivo o un passivo. Comprare un Hosting ultra performante da 100 euro al mese per pubblicare il diario delle vacanze da pensionati è un mero costo, perchè il sito non porta utili e profitti. Qualora invece il diario online delle vacanze fosse tappezzato di pubblicità e avesse milioni di visite ecco qui che ci troveremo di fronte ad un blog che genererebbe dei profitti e un hosting veloce e performante aiuterebbe a farne ancora di più, permettendo una migliore esperienza utente di navigazione, un miglior posizionamento ed un servizio adeguato che non vada offline o crashi per troppe visite simultanea.

Ragionate sempre in questi termini ed in quest’ottica quando comprate un hosting, avendo cura di comprendere se vi aspettate dei ritorni economici diretti o indiretti dal vostro sito.

Se fate un sito con l’aspettativa di ottenere visite, clienti, vendite, fatturati ed utili, abbiate anche l’arguzia di ponderare la scelta dell’hosting considerandolo un investimento da cui trarre dei vantaggi tangibili in termini economici.

Diversamente optate per un hosting da 20 euro l’anno, o meglio ancora andateci in pizzeria. Con la consapevolezza che se domani vi svegliate ed il sito non c’è più, non sarete intaccati a livello economico e potrete benissimo farne a meno senza.

Certamente, non tutti possono permettersi centinaia di dollari al mese per l’hosting, ma dovreste adeguare le vostre aspettative di conseguenza. Se al mese spendete più per il caffè che per l’hosting, finirete col farvi male prima o poi. Con siti messi offline per problemi di carico, problemi di velocità, siti che non si indicizzano o perdono posizioni su Google.

SiteGround Limiti sospeso

Se optate per un hosting WordPress a basso costo, dovreste aspettarvi che il vostro sito vada giù di tanto in tanto (poiché a $10 al mese, molto probabilmente condividerete un server con centinaia o migliaia di altri utenti). Inoltre, aspettatevi che la maggior parte dei problemi non sarà risolta così rapidamente e che non sempre i problemi sono quelli che riuscite a vedere nell’immediato, ma un hosting lento è in grado di danneggiarvi piano piano, poco a poco nel lungo periodo fino a quando il vostro sito non avrà più traffico.

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