7 Dicembre 2021

Come riconoscere e scegliere un ottimo hosting WordPress ?

Un caso reale di un nostro ex cliente che ha migrato ad un altro fornitore perdendo velocità e performance

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Hosting veloci per WordPress
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Qual è l’hosting WordPress migliore e soprattutto quali vantaggi offre rispetto ad un altro hosting WordPress ? Cosa c’è di diverso tra le tante offerte presenti sul mercato ?

Sono questi grosso modo i dubbi e le domande più frequenti che si pongono molti utenti WordPress o WooCommerce quando debbono scegliere un hosting dovendo magari comprendere la differenza di prezzo spesso sostanziale.

Come scegliere un Hosting WordPress veloce ?

In un mondo in cui il marketing regna sovrano, in grado di ingannare il processo decisionale di ognuno di noi, fatto di slogan improbabili, quanto di false recensioni ottenute pagando blogger e affiliati, rispondere a queste domande è quanto di più doveroso sentiamo il bisogno di fare.

Da sempre qualsiasi fornitore di hosting ed esperto di Web Performance che ha qualcosa di reale da dire, mostrare e dimostrare utilizza il confronto all’americana prima / dopo per voler misurare il valore aggiunto in termini di miglioramenti che ha apportato, nell’eterna e sempre giusta filosofia “misurare per decidere”.

Questa volta vogliamo approcciare in modo diverso a quella che de facto è una regola standard, ovvero misurare il punteggio Google PageSpeed prima e misurare il punteggio Google PageSpeed dopo per misurare e mostrare screenshot alla mano quanto siamo stati in grado di migliorare i punteggi, agendo magari sulle nuove metriche Core Web Vitals.

Questa volta vogliamo fare il contrario, ovvero misurare i valori di un sito di un nostro cliente per poi rimisurarli sull’hosting del nuovo fornitore e farvi vedere cosa si perde a non averci come fornitori.

La vicenda Asso360

Asso360 è ̶u̶n̶ IL software di contabilità e gestionale per le associazioni, una piattaforma in Cloud per la contabilità e gestionale dedicata alle associazioni sportive, non profit ed enti del terzo settore che aiuta giorno dopo giorno la gestione delle associazioni in modo facile ed ottimale.

Il software nasce modulare, con una componente gestionale che risiede su ambienti Microsoft ed un parte commerciale utilizzata per promuovere il prodotto e i relativi servizi, ovvero un sito web realizzato interamente in WordPress che elenca tutte le caratteristiche del software e comunica con sapiente maestria i punti di forza di un software di successo.

Noi come Managedserver.it ci siamo sempre occupati di gestire al meglio la disponibilità del sito WordPress asso360.it e relativi terzi livelli escluso la parte del gestionale, offrendo un servizio di Hosting WordPress e relativa consulenza tecnico / sistemistica risolvendo anche situazioni collaterali quando richieste con i nostri preziosi contatti.

Asso360 nasce nella Marche, dalla sfida del suo creatore che nel corso del tempo con audacia e perseveranza e la collaborazione di fidati sviluppatore riesce a creare un mercato praticamente nuovo, quello delle associazioni ed enti del terzo settore.

La cosa non passa inosservata e con l’interesse della maggior parte dei grossi player nazionali in ambito gestionale e software per l’ufficio, si decide di entrare in collaborazione con Buffetti, un nome che non ha bisogno di presentazione la cui storia e fama è ormai tradizione da generazioni.

La vicenda viene riportata dai principali quotidiani nazionali e rilanciata in ogni dove.

Buffetti compra Asso360

L’acquisto di Asso360 e la migrazione sulle piattaforme proprietarie Buffetti.

Come ormai abbiamo imparato nel corso degli ultimi 5 anni, il successo comporta sempre una fase di riorganizzazione. Volendo ricordare anche esperienze diverse, nella fase di successo si tende sempre a riorganizzare l’azienda, cambiare qualche variabile, qualche componente, qualche fornitore. A volte va bene, a volte va male, dipende sempre se le decisioni vengono prese con cognizione di causa, nella sempre valida ed eterna regola imprenditoriale “misurare per decidere”.

A volte le decisioni sono frutto delle abitudini, delle regole scritte e non scritte, del “si è sempre fatto così” e della voglia di continuare a “fare sempre così”.

Capita dunque che prima o poi arriva la richiesta di spostare il sito sui loro server supervisionati dai loro tecnici perchè così le cose debbono andare, e Buffetti nuovo subentrato acquisendo il software ha sicuramente tutte le figure tecniche e tutto il know how in azienda per poter gestire al meglio il sito ufficiale aziendale di Asso360.

O forse no ?

Misurare per decidere.

Abbiamo dunque voluto misurare alcune KPI “Key perfomance Indicator” per mostrare e dimostrare che a volte, in buona fede, forse per tradizionalismo, forse per superficialità anche i colossi sbagliano.

Lungi da noi criticare scelte assolutamente legittime di un’azienda che non ha bisogno di spiegazioni e presentazioni “Buffetti”. Questo articolo non è per loro, troppo in alto e con modelli tradizionalistici che renderebbero vana ogni conversazione in un contesto storico e tecnologico estremamente frizzante e dinamico.

Questo articolo, questo post scritto alle 3 di notte è per te lettore. Per farti capire che un hosting non è uguale ad un’altro hosting e che probabilmente dopo che avrai finito questo articolo non farai lo stesso errore di Buffetti.

Misuriamo il punteggio PageSpeed ottenuto sul nostro Hosting WordPress.

Nel corso del 2020 ci siamo soffermati molto sui nuovi Core Web Vitals di Google. Da quando è stata introdotta sembrando solo una Vanity Metrics, fino a quando Google ha annunciato che la velocità del sito riscontrata nei Core Web Vitals era anche un buon ranking factor abbiamo cercato di maturare competenze adatte per fornire soluzioni non solo lato server ma anche lato applicativo.

Dunque, all’inizio del 2021 abbiamo introdotto ai nostri servizi di Hosting Perfomance delle attività satellite al fine di garantire un duplice beneficio al cliente, velocità per il navigatore e velocità per Google o per come Google se lo aspetta.

In estate 2021, abbiamo deciso con lo sviluppatore di ottimizzare asso360.it come non era mai stato fatto prima. Abbiamo pertanto implementato tutte le best practices lato server ed applicativo andando ad elaborare modifiche al nostro stack software per ottenere quello che il 12 Novembre (una settimana prima della consegna al nuovo fornitore) possiamo vedere in questi screenshot, sia mobile che desktop del test Google PageSpeed Insight:

PageSpeed Insights Asso360 Mobile

PageSpeed Insights Asso360 Desktop

Due punteggi molto importanti in “zona verde”, che indicano un bel 93 sul Test su dispositivi Mobile, e un perfetto 100 su dispositivi Dekstop.

Due punteggi insomma che in qualche modo stanno a significare che sebbene il sito WordPress in origine fosse problematico e a tratti disastrato, con un po’ di lavoro, impegno e dedizione siamo riusciti a portarlo a valori se non perfetti quantomeno molto elevati, degni sicuramente di un brand all’altezza del gestionale Asso360 fiore all’occhiello dei gestionali per associazioni, ma anche all’altezza del nuovo subentrato Buffetti che come già ribadito non ha bisogno di ulteriori presentazioni.

Questo miglioramento ha un valore, sia per la velocità di navigazione dell’utente che si trova un sito snello, rapido, reattivo e scattante sia per Google che tende a posizionare meglio un sito veloce e soddisfacente i criteri introdotti coi Core Web Vitals, piuttosto che un sito lento o non conforme.

Da diverso tempo, infatti, il motore di ricerca di Mountain View è alla ricerca di un miglioramento, per rendere efficace la navigazione degli utenti.

È doveroso ricordare che, oltre a questi parametri, esistono altri fattori di posizionamento ritenuti indispensabili dal motore di ricerca:

  1. Ottimizzazione mobile friendly
  2. Utilizzo di un protocollo HTTPS per la sicurezza di un sito web
  3. Minimizzare il tempo di caricamento delle pagine
  4. Strutturare al meglio gli annunci pubblicitari presenti.

Sui Core Web Vitals abbiamo scritto diversi articoli e post come questo Core Web Vitals : Una guida ai parametri vitali di Google Core Web Vitals nonchè un vero e proprio servizio commerciale specifico per migliorare le performance di WordPress e le performance di WooCommerce ma anche di altri CMS che puoi trovare qui Ottimizzazione Core Web Vitals

Misuriamo il punteggio PageSpeed ottenuto sul loro Hosting WordPress.

Abbiamo dunque voluto ripetere l’operazione e misurare nuovamente i valori ottenuti sul loro nuovo Hosting che beneficia anche di CloudFlare.

Abbiamo navigato il sito della nuova società di assistenza sistemistica Linux che segue i prodotti Buffetti e da colleghi denotiamo comunque preparazione e competenza in merito, leggendo di molte soluzioni di virtualizzazione, container, fino a rimanere piacevolmente sorpresi che usano anche loro come noi software di backup come Borg e Restic ed esattamente nello stesso identico scopo ed ordine.

Insomma, se mai il loro sistemista leggerà mai questo articolo vogliamo esprimere i nostri più sinceri complimenti.

Tuttavia anche il migliore dei sistemisti che ha capacità intrinseche oggettivamente elevate, se non verticalizzato sulle nuove sfide lato Web e specificatamente sui Google Core Web Vitals, finirà con dare un’ottimo servizio ma con le stesse modalità che si aveva qualche anno fa che ad oggi, con metriche sempre più stringenti e difficili da raggiungere senza una specializzazione, produce delle lacune e delle problematiche ai danni del proprietario del sito ed anche del navigatore del sito stesso.

Ripetendo gli stessi test di Google PageSpeed Insight questo è quello che oggi martedì 7 Dicembre emerge :

Punteggio Mobile

Punteggio Desktop

Si può notare dunque confrontando la situazione iniziale che siamo passati da 1,9 a 10,5 secondi per ciò che concerne la user experience Mobile e da 0,5 a 2 secondi per ciò che concerne la user experience Desktop.

Praticamente con il passaggio a nuovo fornitore il sito si è rivelato 4 volte più lento da Desktop e ben 5 volte più lento da Mobile.

Cosa comporta un sito lento per un visitatore ?

Un sito web viene considerato lento quando impiega più di 3 secondi a caricarsi, indipendentemente dal dispositivo utilizzato.

Le statistiche dimostrano che un sito web che impiega più di 3 secondi nel caricarsi ha delle percentuali di abbandono molte elevate. La gente ha fretta e quella sul web ne ha ancora di più. Per un business online un sito lento può determinare un netto calo del fatturato.

Un sito internet lento si caratterizza per avere tre grandi effetti negativi sul risultato finale dell’operatore, elementi che influiscono pesantemente sul proprio successo online. Nello specifico sono:

  • usabilità. La capacità di coinvolgimento dei clienti e la loro fidelizzazione sono influenzati dal tempo di caricamento delle pagine web e da quello di risposta delle richieste degli utenti. Migliori sono le prestazioni del sito e più grande risulta la soddisfazione del consumatore, che quindi presta una maggiore fiducia nei confronti del marchio e delle offerte proposte. In questo modo è possibile consolidare e ampliare la propria base di clienti;
  • conversione. Il loro tasso diminuisce man mano che i tempi di caricamento di un sito web aumentano. Si è riscontrato che il 40% dei clienti abbandona completamente il sito se occorrono più di 3 secondi per caricare le pagine. Invece per il 47% il tempo di attesa che si è disposti a concedere è al massimo 2 secondi. Di conseguenza la velocità di accesso è fondamentale per mantenere la propria operatività. In secondo luogo non bisogna dimenticare che le prime impressioni contano.

Perciò un utente tende a non fare più riferimento a un sito web lento, preferendo quello di un operatore concorrente che sappia offrire prestazioni migliori nella ricerca di informazioni sul proprio albergo, sulle offerte oppure per prenotare. Se il tempo di caricamento è elevato, i clienti vengono dissuasi da un ritorno futuro. Per il 52% delle persone più il sito web è veloce e più tendono a esservi fedeli, mentre se i tempi di caricamento sono lenti il 79% lo abbandona. Inoltre il 44% consiglierebbe ai propri amici di non utilizzare un sito dove hanno avuto un’esperienza negativa;

  • visibilità. Nella maggior parte dei casi gli utenti accedono a un sito web dopo aver effettuato una ricerca con determinate parole chiave su un motore di ricerca, molto spesso Google. Quest’ultimo utilizza per la visualizzazione della SERP (pagina dei risultati dei motori di ricerca) la velocità del sito come fattore di ranking. Si tratta di un accorgimento pensato appunto per assicurare all’utenza la migliore esperienza online possibile. Quindi i tempi di caricamento influiscono direttamente sulle probabilità che il sito venga trovato facilmente dagli utenti dei motori di ricerca.

Cosa comporta un punteggio PageSpeed basso per Google ?

Nel maggio 2020 Google ha annunciato l’introduzione dei Core Web Vitals, una serie di metriche per valutare la qualità dell’esperienza utente sulle pagine web.

L’idea di Google è quella di favorire lo sviluppo di siti web piacevoli e semplici da navigare in modo che l’utente possa trovare velocemente e con soddisfazione ciò che cerca.

Presto i Core Web Vitals diventeranno fattori di ranking aggiungendosi ai molti parametri usati da Google per decidere l’ordine in cui le pagine web compaiono sul motore di ricerca. Insomma è meglio far subito la loro conoscenza perché dal 2021 fare SEO vorrà anche dire curare la user experience del sito web.

Con i Core Web Vitals Google introdurrà una nuova gamma di fattori di ranking che trascendono il lavoro di SEO e investono i settori di web design e sviluppo. E quindi? Chi fa SEO lavorerà a più stretto contatto con web designer e sviluppatori; allo stesso tempo, chi fa SEO dovrà incarnare in se almeno un po’ di queste altre figure professionali acquisendo o potenziando quelle competenze di web development che consentono di progettare, costruire e posizionare siti web belli, veloci e facili da navigare.

Conclusioni e riflessioni

Spesso e non di rado le grandi aziende ed i grossi gruppi hanno difficoltà serie a comprendere e ponderare obbiettivamente le scelte decisionali e i motivi alla base di esse. La mancanza di verticalizzazione su alcune tematiche e la volontà di mantenere “tutto in azienda”, senza delegare esternamente porta purtroppo ad una situazione simile ad un limbo, in cui “tutto funziona” ma non al meglio.

Risulta insomma sicuramente più facile per un CTO o un amministratore delegato rendersi conto che qualcosa non funziona se ci si trova di fronte ad un sito down irraggiungibile o con un vistoso errore 500, piuttosto che avere un sito che funziona bene, si apre e naviga tutto sommato bene, ma con velocità 4 o 5 volte inferiori a quelle passate e potenzialmente ottenibili affidandosi a figure di riferimento come noi e personale specializzato e verticalizzato su alcune tematiche come i Core Web Vitals e le performance Web.

Chi si preoccupa di valutare l’effettiva bontà della scelta fatta e del cambiamento ? Quali vantaggi ha portato ? Quali svantaggi ha portato ? Queste sono le domande che ogni dirigente dovrebbe porsi quando decide di cambiare fornitore in qualsiasi contesto, secondo il buon principio del misurare per decidere, evitando dunque le scelte di pancia, o della tradizione “perchè si è sempre fatto così“, e riconoscendo meritocraticamente la competenza di chi numeri alla mano mostra e dimostra di poter ottenere risultati brillanti (meglio dei competitor) e ottenendo un equilibrio win – win con vantaggi sicuramente a favore del committente.

Da parte nostra, il “due di picche” (simpaticamente parlando) ottenuto da Asso360 (perdonate il gioco di parole) ci ha invece portato a comprendere alcune carenze comunicative da parte nostra che sono tra l’altro anche i motivi per cui spesso alcuni clienti non comprendono quello che facciamo e perchè siamo diversi e migliori degli altri fornitori di Hosting.

A tal proposito abbiamo scritto questo post, con la speranza di creare consapevolezza nella comprensione delle differenze che ci sono tra molti servizi di Hosting in cui ognuno a torto o ragione dice e sostiene (senza prova alcuna) di essere il migliore.

 

 

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