16 Settembre 2022

Perché un Hosting WordPress Professionale non salverà il vostro giornale online.

Sfatiamo luoghi comuni e l’errata convinzione che un buon hosting possa colmare la mancanza di una strategia editoriale o SEO.

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Questa è una storia fatta di promesse e premesse, le prime sono spesso delle leggende metropolitane e luoghi comuni a cui molti clienti vogliono credere, le seconde (le premesse) sono quelle che facciamo sempre ogni volta che intravediamo un eccesso di enfasi e fiducia in un cliente nello scegliere un nostro servizio come se fosse la bacchetta magica in grado di portare anche l’ultime sito in prima pagina su Google e posizionatissimo su Google News.

Non c’è sensazione più brutta nell’illudere anche se in buona fede un potenziale cliente e sollevarlo da quello che dovrebbe essere il suo lavoro ed un impegno costante, condurre una linea editoriale consona al sito stesso e agli obiettivi imprenditoriali.

Quanti fornitori di Hosting si rifiuterebbero di concludere un contratto da 2196 euro per l’hosting di una testata giornalistica, perchè l’editore sta adottando una linea editoriale errata che lo penalizza da mesi a questa parte?

Ecco quello che abbiamo scritto oggi ad un potenziale cliente editoriale interessato ai nostri servizi, dopo aver analizzato meglio la sua situazione:

Buongiorno,

con la presente intendiamo annullare la proposta di server dedicato precedentemente inviatevi.

Non essendo ancora stipulato alcun contratto ma solo un preventivo, è da ritenersi pertanto annullata sia la proposta che il contratto in allegato che ha validità nulla e non più sottoscrivibile.

L’inevitabile decisione di non offrirvi i nostri servizi è da considerarsi a tutela del nostro brand.

Essa è sorta confrontandoci col nostro CTO in merito alle considerazioni scaturite da un breve colloquio telefonico in data odierna con l’Amministratore della Vostra azienda.

Riteniamo (alla luce delle scelte editoriali e dell’attuale strategia SEO) di non avere la possibilità di portare reale valore aggiunto e soddisfare le Vostre necessità ed aspettative, ovvero risollevare e migliorare il traffico del Vostro sito web.

Certa della Vostra comprensione rimaniamo disponibili alla risoluzione dei problemi lato server, propedeudicamente alla risoluzione delle problematiche editoriali già menzionate, ovvero l’abbandono di una linea editoriale generalista causa di conseguente penalizzazione.

Cogliamo l’occasione per invitarvi spassionatamente a valutare da più SEO e fonti superpartes le problematiche editoriali sopra descritte.

Per ogni chiarimento di carattere tecnico Vi invito a confrontarvi col nostro responsabile scrivendo a info@managedserver.it

Cordiali saluti,

Tutto nasce tramite un conoscente comune che ci aveva menzionato le problematiche di traffico e posizionamento di questo sito in questi ultimi mesi. Problematiche di una gravità tale che lo avevano costretto ad un’analisi SEO con urgenza per cercare di capire quali fossero le cause che avessero ridotto in modo così drastico il traffico.

Il SEO mi chiede di darci un’occhiata dal punto di vista tecnico e sistemistico, valutando le tecnologie in uso ed eventuali mancanze, richiedendoci anche un preventivo per la gestione dell’hosting. Analizzando gli header e le feature implementate non ho potuto far altro che notare alcune carenze e mancanze, come ad esempio la mancanza della compressione BROTLI, la mancanza di una Cache Statica come Varnish che funzionasse sempre e bene, con un HIT ratio accettabile (Varnish era installato ma funzionava da schifo), la mancanza di immagini webp, TCP BBR e piccolezze del genere.

Potevamo essere di aiuto e correggere questi problemi, non gravissimi, ma comunque sicuramente importanti soprattutto in un periodo di periodo di fortissima riduzione del traffico, dove colmare anche ogni più piccola lacuna avrebbe potuto essere la spunta, la scintilla per una ripresa verso la normalità.

Mandiamo pertanto la nostra proposta di Server managed ottimizzato per Hosting Editoriale, un preventivo insomma, ed aspettiamo un loro riscontro.

Tuttavia, a distanza di qualche giorno abbiamo voluto vedere questo sito e leggere qualche stralcio di contenuto per capire come mai fosse stato penalizzato così barbaramente.

In fondo seppur mancante delle feature tecnologiche sopra menzionate, il sito superava brillantemente i test sul campo dei Core Web Vitals come dimostrato da Google PageSpeed Insight.

PageSpeed Insight Crux Superato

Cosa poteva essere successo di così grave ad un sito che comunque faceva milioni di visitatori mensili, con una Zoom Authority di circa 60 ed un fatturato annuale di oltre 3 milioni di euro?

Navighiamo il sito da semplici utenti

Quale momento migliore, dunque, in tarda serata smartphone alla mano, sul divano e musica in cuffia per navigare questo sito che già il nome è tutto un programma? Non possiamo rivelare il nome del sito purtroppo per motivi di privacy, tuttavia, è un sito che parla in modo esplicito di borsa, e già dal nome del sito si capisce che si parlerà di argomenti come borsa, analisi, economia, e giù di lì. A titolo esemplificativo faremo finta che il sito si chiami “informazionisullaborsa.it”

Certo, sarebbe più che lecito e consigliato parlare di argomenti diretti e indiretti alla borsa e alla finanza, come le crypto ad esempio, oppure parlare di diritto applicato all’economia, politica applicata all’economia, tassazione, fisco, insomma tutto quello che ruota intorno ad argomenti finanziari.

Tutto ci saremmo aspettati tranne di trovare pubblicati in prima pagina titoli di post come i seguenti:

  • Come rendere digeribili cipolle e peperoni con i trucchi della nonna
  • Schema riassuntivo sulle vitamine da prendere per non ammalarci in autunno
  • Cosa farebbe più male il pepe o il peperoncino?
  • Per profumare la casa o per una pelle morbida usiamo la buccia di questo frutto
  • Trasformare vecchi infradito anche rotte in sandali e 4 idee per riutilizzarle
  • Riciclare un ombrello rotto con queste idee facili e veloci per casa e giardino
  • Torta di mele soffice e morbidissima ma senza burro o margarina
  • Una brioche soffice e golosa da fare in casa e senza utilizzare l’impastatrice
  • Quanto dovrebbe dormire il tuo gatto?

Potremmo andare avanti all’infinito per ore, sebbene con “Quanto dovrebbe dormire il tuo gatto?” ci auguriamo di essere stati piuttosto eloquenti sul qualunquismo di questo sito che lascia intendere parli di borsa.

È chiaro che il sito tradisce le promesse e le premesse del titolo stesso, parlando invece degli argomenti più disparati e futili possibili, oltre a quelli (ovviamente presenti) inerenti al mondo degli affari, della finanza, degli investimenti, dell’economia e simili.

La cosa ci ha lasciato piuttosto perplessi e stupiti, non tanto nella veste tecnica, ma proprio quella di semplici navigatori e visitatori del sito. Cosa c’entrano le cipolle ed i peperoni indigesti con un sito di finanza? O i benefici del succo di limone, o altri post che parlando di rimedi della nonna a malattie anche importanti?

Dal punto di vista tecnico invece la cosa era piuttosto chiara, e le dinamiche in gioco avevano oltrepassato il buon senso da tempo ormai.

Da un sito di finanza ad un sito generalista

La storia non ci è data conoscerla nei dettagli, ma dalla breve chiacchierata con l’amministratore delegato dell’azienda in questione è stato facile comprendere che da un rispettabile sito di finanza nel tempo si sia trasformato in una sorta di cloaca generalista per motivi meramente remunerativi (o meglio speculativi). Ufficiosamente è trapelato che proprio grazie a questi contenuti il sito abbia iniziato a guadagnare forte e pertanto al solo pensiero di abbandonare la linea editoriale generalista dove si parla di finanza, medicina, lifestyle, moda, cucina, chi più ne ha più ne metta crea quel comprensivo rifiuto tale da rendere l’interlocutore una persona antipatica.

Come non capirlo però? Un sito che bilanci certificati alla mano fa fatturati da 1,8 milioni ed oltre 3,5 nell’ultimo anno, è un progetto editoriale ma soprattutto un progetto imprenditoriale di successo.

Economicamente parlando hanno fatto bene a fare come hanno fatto, monetizzando cifre importanti dalla pubblicità, tuttavia, è arrivato il momento di tornare nel mondo reale e iniziare a chiedersi se il giocattolo si sia rotto e se a Google stia ancora bene che un sito generalista che parla del nulla cosmico sfruttando la scia dell’autorevolezza di un sito popolare di economia e finanza continui ad essere posizionato ai vertici, o se sia il caso di ridimensionarlo e farlo scendere mese dopo mese sempre più giù, fino a quando le visite non saranno sufficienti a generare introiti pubblicitari che a loro volta non saranno in grado di retribuire una piccola redazione che scrive articoli.

Siamo sicuri che a Google, quell’azienda che ha spinto per l’adozione di HTTPS forzatamente, che ha creato metriche sempre più stringenti per migliorare la qualità di navigazione e della user experience, che ha inventato AMP per sopperire all’incapacità di sviluppatori e sistemisti di partorire siti veloci e performanti, stia bene premiare un sito generalista del genere?

Due domande è doveroso farsele, ma è ancora più doveroso ascoltare le risposte. Non risposte retoriche a domande retoriche, ma risposte di consulenti SEO che avranno modo di esaminare la situazione e giungere ad una o più conclusioni.

Quale potrebbe essere la difficoltà per un’azienda che fattura con un sito oltre tre milioni di euro l’anno, commissionare 3 analisi SEO a tre delle figure o delle tre aziende più quotate e referenziate sul panorama italiano? Spendere 50 mila euro potrebbe essere un problema laddove l’alternativa è assistere alla lenta agonia di un sito morente?

SEO esperti saranno d’accordo all’unanimità nel dire che una linea generalista è una linea che frutta sul breve periodo, ma non sul lungo termine e che alla fine della giostra il sito è destinato a morire.

Sono risposte che già abbiamo sentito da SEO referenziati e da clienti ancora più referenziati, che anche loro erroneamente avevano imboccato la strada del “parliamo di tutto fra, perchè così Google ci posiziona e facciamo un fottio di soldi“, se non fosse che dopo sei mesi il sito stava crollando letteralmente in caduta libera e solo il buon senso di seguire il consiglio dei SEO di stoppare la linea editoriale generalista ha permesso di recuperare la normalità che tutt’ora mantiene con uno Zoom Authority di 75 e decine e decine di milioni di visitatori costanti al mese.

Un sito autorevole non può pretendere autorevolezza su tutto. Il principio del Google Ranking Cap.

Ce la vedete Benedetta Rossi dell’omonimo sito di ricette Fattoincasadabenedetta.it iniziare a pubblicare articoli su temi di diritto penale e diritto civile, codice di procedura penale e diritto tributario solo perché è un’ottima cuoca con un sito di ricette popolarissimo?

Ce lo vedete Angelo Greco de “Laleggepertutti.it”, iniziare a pubblicare ricette di ciambelle e ciambelloni, sufflè, e leccornie e prelibatezze della cucina italiana solo perchè è un’autorità nel campo del diritto “per tutti”?

Le due domande sono retoriche e le risposte ovviamente le conosciamo tutti. Il Google Ranking CAP ha di principio proprio l’esempio sopra citato, ovvero evitare che un sito autorevole possa utilizzare la sua autorevolezza specifica per parlare con autorevolezza di argomenti in cui non è autorevole.

Domain Authority

Il Google ranking cap è soltanto un’ipotesi SEO. Il motore di ricerca ha sempre negato l’esistenza di un fattore di ranking cap. Tuttavia, sono in molti a ritenere probabile la sua esistenza. In questa pagina di appunti raccolgo soltanto le principali credenze e rumors sull’argomento.

Mancando di un riscontro ufficiale in merito al Ranking Cap qualcuno potrà dubitare della bontà e della veridicità dell’affermazione cui sopra; tuttavia, è pacifico ragionandoci sopra aneddoticamente parlando ed arrendendosi alle evidenze che è per forza così dato che ad eccezione di testate giornalistiche di caratura e tiratura nazionale (Ilfattoquotidiano, Repubblica, L’espresso e siti di questo calibro) i siti che sono autorevoli in una determinata branca tendono a non avere successo se inseriscono contenuti completamente diversi.

O perlomeno riescono a farlo fino ad un certo punto, fino a quando l’algoritmo di Google lo permette, o fino a quando un Quality Rater deciderà che si è superata la soglia dell’accettabile.

Algoritmi Google o essere umani come i quality raters ?

Tra essere SEO e fare SEO la differenza è notevole. Che lavoro fai? Faccio l’artista o sono un artista fa la differenza tra l’impostore ed il vero per chi è in grado di cogliere la sottile sfumatura, così noi come azienda di Hosting e sistemistica orientata alle performance abbiamo deciso di non vendere SEO e di non farla su quella di ipotetici committenti, ma di farla invece sul nostro sito, dove siamo ben posizionati in prima pagina sui motori di ricerca per le parole chiave di pertinenza ad alta competitività.

Osserviamo spesso SEO parlare di algoritmi, dei core update di Google, del cambio dell’algoritmo che penalizzerà tutti i siti che trattano di temi sulla salute della persona, della medicina (il famoso medical update n.d.r.), non ho ancora mai visto nei gruppi Facebook dove si parla di SEO, menzionare i quality raters.

Tutti che fanno copy, tutti che insegnano a scrivere SEO oriented, tutti che si barcamenano con le migliori e peggiori tecniche di scrittura contenuti per i motori di ricerca ma nessuno che si preoccupa di rapportarsi e relazionarsi in un’ottica in cui il revisore sia Google, ma in carne ed ossa, tramite uno di quelle 14mila persone, attive in tutto il mondo e impegnate in un compito specifico: valutare i risultati forniti da Google alla luce delle linee guida pubblicate dalla compagnia, per scoprire se effettivamente le SERP rispettano i criteri segnalati e se, quindi, gli utenti ricevono un servizio efficace, utile e positivo.

Cosa penserebbe dunque un quality raters che si imbattesse su un sito del genere in cui a seguire della notizia sul rialzo dei tassi di interesse dopo la crisi economica, si trovasse la notizia sulla torta coi fichi bio, e un post sul quantitativo di vitamine che un individuo dovrebbe assumere?

Io in primis mi chiederei chi diavolo sei per parlare di salute, per parlare di argomenti medici. se sei titolato a farlo ed eventualmente ti applicherei un bel medical update. Se in più ci aggiungiamo tutte le altre categorie inutili che servono solo per fare volume, ritieniti fortunato di un calo morbido del 10% al mese piuttosto che di un ban diretto.

Conclusioni sul calo di traffico e problemi sopravvenuti.

Quando si ha un calo di traffico, la prassi comune è cercare di capire quale sia il fattore scatenante di questo calo. Sarà colpa nostra o di Google? Qualche competitor avrà preso il mio posto? Perché se fino a ieri andava bene ed io non ho fatto niente e Google non ha rilasciato Core Update il mio sito ha meno traffico? Saranno i plugin? Sarà l’aggiornamento del tema? Sarà colpa dell’hosting? Cambiamo Hosting per sicurezza che sicuramente Managed Server che fa volare tante testate giornalistiche ci riporta alla normalità e anche di più.

Purtroppo, le cose non stanno così, ci piacerebbe che lo fossero, che avessimo questo potere nel determinare la vita e la morte di un sito, ma siamo molto più realisti e meno determinati di quello che si crede.

Possiamo essere l’ago della bilancia certamente, ma solo se c’è una bilancia. La ciliegina sulla torta come amiamo definirci, ma senza torta non c’è ciliegina che tenga. E la torta, dovete metterla voi editori, voi articolisti, avendo cura prima di saper scrivere in ottica SEO, di sapere cosa scrivere.

Possiamo risollevare un sito con problemi tecnici se il limite e le cause del blocco sono i problemi tecnici, di sicuro non possiamo spingere e far posizionare un sito che parla del nulla e che viene penalizzato in virtù di ciò.

Comprendere che se fino ad oggi con un sito di argomenti banali ed inutili, buttati li solo per essere indicizzati e monetizzati avete monetizzato e fatturato fortune nell’ordine di milioni di euro, dovete essere grati per questo e che avete solo avuto la fortuna di una svista di Google che ha ritardato nel troncarvi subito.

Avete vinto la lotteria, non avete avuto particolari meriti se non quello di continuare a battere il ferro finché era caldo. Scrivere del nulla e monetizzare il nulla. Il ferro però si è raffreddato, il gioco si è rotto e voi lo volete come prima.

Calo traffico sito penalizzato

State sereni, respirate, mettetevi il cuore in pace, una volta che un sito rallenta di botto significa che nel futuro prossimo è destinato a fermarsi del tutto. Abbiate coscienza e il coraggio di prendere delle decisioni ponderate, in armonia con le linee guida di Google, scrivete su argomenti che conoscete, articoli di qualità, utili al lettore e non solo al fine di essere posizionati e monetizzati. Google è sveglio e man mano che aumenteranno e miglioreranno le tecnologie come l’intelligenza artificiale sarà sempre più difficile sfruttare questi momenti di “assopimento” per cercare di monetizzare il nulla.

Togliete tutti quei contenuti inutili e pericolosi come quelli inerenti alla salute della persona, all’alimentazione ed alla medicina, fate un bel redirect 410 is gone di intere categorie e tornate alle origini. Si parlava di finanza, borsa ed investimenti, tornate a parlare di quello. Entro 4 mesi vedrete coi vostri occhi che quella era la scelta giusta da fare. Differentemente aspettate pure altri 4 mesi e vedrete comunque coi vostri occhi che quella era la scelta giusta da fare.

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