Hosting SEO. Realtà o leggenda metropolitana ?

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Se qualcuno vi chiedesse di descrivere cosa si intende con HOSTING SEO, voi come lo definireste ?

E’ stata questa la domanda con cui sono esordito nel gruppo FaceBook “DA ZERO A SEO” cercando un feedback dai frequentatori dal gruppo. Volevamo comprendere quale fosse il grado di consapevolezza qualora si nominasse una parola come HOSTING SEO, parola ad oggi piuttosto vuota e fumosa senza un’interpretazione univoca o perlomeno nell’ambiente di SEO professionisti che hanno portato un grande contributo rispondendo a questa domanda apparentemente bizzarra e fuori luogo.

Le risposte sono state piuttosto disparate come potete leggere da questi screen da cui abbiamo estrapolato le più significative, alcune in assoluta sintonia tra loro, altre in perfetta e palese contrapposizione.

Sicuramente da queste risposte ed altre addirittura più estremiste sono emersi due “filoni” di pensiero, entrambi assolutamente pacifici e legittimi.

Il primo che riconosce in un hosting SEO delle caratteristiche inerenti all’ottimizzazione lato server e dunque Hosting, e un altro filone che dice che un hosting SEO semplicemente non esiste in quanto pur avendo determinate caratteristiche tecniche la SEO è un argomento scollegato e non direttamente collegato.

Quale delle due linee di pensiero avrà ragione ? Quale sarà giusta o comunque più giusta dell’altra ?

E’ sempre tutto da ridurre ad una questione di marketing ? E’ forse un nuovo “bollino blu” da attaccare alla banana di turno per affermare con sfrontatezza che tutte le banane sono banane ma alcune banane sono più banane delle altre ?

Qual è il giusto metro di misura in cui misurare ciò che è da ciò che non è ? Chi decide cosa ? Con quali modi, perchè ?

Hosting SEO : cosa dice Google a proposito ? Esiste ?

Avendo avuto risposte estremamente contraddittorie abbiamo pensato fosse stato estremamente intelligente cercare su Google cosa sia la “SEO HOSTING” e sopratutto come il mondo abbia recepito ed attribuito significato a questo termine.

Ecco quello che troviamo se cerchiamo “SEO HOSTING” a livello mondiale.

Nella quasi totalità dei risultati in prima pagina siano essi in lingua inglese che in lingua italiana, con il termine SEO HOSTING viene descritto quel servizio di utilizzare più IP differenti per la realizzazione di Private Business Network (PBN) al fine di realizzare un progetto di link building artificiale a rischio penalizzazione e ban da Google.

SqueezeMind ad esempio riporta dal suo articolo al terzo posto su Google : https://www.squeezemind.it/web-marketing/seo-hosting-cosa-sono-pro-e-contro/

COSA SONO I SEO HOSTING

I SEO Hosting altro non sono che dei VPS o Server Dedicati ai quali sono associati diversi indirizzi IP univoci. Questi servizi sono offerti da aziende che conoscono perfettamente questo aspetto legato alle PBN ed infatti offrono una vasta gamma di classi di indirizzi IP associabili ai vari domini.

Oltre alle classi è possibile scegliere anche l’appartenenza geografica dell’indirizzo. Molti hosting provider infatti consentono al cliente di scegliere tra indirizzi IP europei, americani, asiatici, insomma un mercatino intercontinentale dell’addressing.

Anche SeoHosting.com dice qualcosa di simile come riporta il loro sito di servizi rivolti ai creatori di PBN :

Ecco la relativa traduzione in Italiano fatta con Google Translate :

Da parte nostra la definizione è giusta per come ora è interpreta la parola SEO Hosting, ma attribuire SEO Hosting alle PBN è a nostro avviso sbagliato, riduttivo e tende ad oscurare un concetto e un significato ben diverso che può essere nel termine.

Cerchiamo di capire perchè stanno sbagliando tutti nell’attribuire un significato completamente diverso ad un termine che deve significare ben altro.

 

Hosting SEO : come gli unicorni rosa o come le galline ?

Sembra quasi di assistere dunque ad un dibattito sugli unicorni rosa, esistono, non esistono, io l’ho visto oppure sono solo leggende metropolitane ?

A nostro avviso parlare di Hosting SEO è qualcosa di molto più semplice e accomunabile al discutere delle Uova BIO, ovvero un aggettivo aggiunto ad un prodotto (nel nostro caso un servizio) che intende racchiudere una filosofia ben precisa.

Il BIO in generale (e non solo sulle uova) si ottiene con dei processi produttivi che implicano FARE delle cose al posto delle altre, o più precisamente NON FARE delle altre. Esiste dunque una contrapposizione tra quello che fanno gli ALTRI da quello che fanno i produttori BIO e proprio per ciò quest’ultimi possono apporre un’etichetta BIO, che sebbene non necessariamente riesca a provare nulla di certo, quanto meno indica ciò che c’è o quanto meno ci dovrebbe essere dietro a quell’aggettivo BIO che a suo modo valorizza il prodotto per chi sa comprenderne il significato e i processi produttivi che si celano dietro ad un banalissimo uovo.

In principio era la SEO (o il SEO).

Per dare una risposta sensata e fare elucubrazioni intelligenti in merito all’esistenza o meno di un Hosting SEO, dobbiamo necessariamente ritornare alla definizione di SEO originale al fine di capire quanto siamo lontani dal concetto primordiale alla base di qualsiasi altra considerazione.

Direttamente da Wikipedia

Con il termine ottimizzazione per i motori di ricerca (in lingua inglese Search Engine Optimization, in acronimo SEO) si intendono tutte quelle attività volte a migliorare la scansione, l’indicizzazione e la catalogazione di un documento presente in un sito web, da parte dei crawler dei motori di ricerca (quali ad es. GoogleYahoo!BingYandexBaidu ecc.) al fine di migliorare (o mantenere) il posizionamento nelle SERP (pagine di risposta alle interrogazioni degli utenti del web).

https://it.wikipedia.org/wiki/Ottimizzazione_(motori_di_ricerca)

La voce prosegue con questa “scaletta” :

Le attività SEO sono molteplici e possono essere suddivise in on page (cioè sulla pagina web) ed off page (attività svolte su elementi esterni al sito) e si basano su una lunga lista di segnali di ranking, chiamati «Fattori SEO».

Tra le attività di SEO si distinguono l’ottimizzazione:

  • Ottimizzazione del server
  • Ottimizzazione di js e css
  • Ottimizzazione stringhe di codice e convalida w3c
  • della struttura del sito e del menu di navigazione;
  • dei contenuti testuali e delle immagini presenti nelle pagine;
  • dei link interni al sito;
  • dell’usabilità del sito;
  • dell’accessibilità delle informazioni da parte dei crawler dei motori di ricerca;
  • del codice sorgente e dei dati strutturati;
  • dei backlink (link provenienti da siti esterni).
  • immagini;

Abbiamo voluto evidenziare in rosso tutti quei punti che ci riguardano direttamente come fornitori di Hosting, certi che il nostro lavoro svolto sempre al meglio e con il massimo impegno ha portato ottimi risultati ai nostri clienti sopratutto quei clienti che valorizzavano tutti gli altri compartimenti, come lo sviluppo, il copywriting, la SEO e dunque ci hanno permesso di portare un reale e tangibile valore aggiunto al tutto pur ben consapevoli che anche il migliore degli hosting non potrà mai fare miracoli se mancano tutte le altre competenze richieste in un progetto di successo.

Motivo quest’ultimo, per cui normalmente lavoriamo con estrema soddisfazioni con aziende di successo e ben strutturate in tutti i compartimenti piuttosto che progetti improvvisati di aspiranti business che vedono in noi la strada verso il successo. Purtroppo non è così, siamo la ciliegina sulla torta, ma la torta dovete metterla voi.

1. Ottimizzazione del Server

L’ottimizzazione del server parte già dall’analisi dei requisiti dell’applicativo che ci andrà a girare subito e dalla successiva scelta tra le infinite tecnologie, fornitori, e dimensionamento dell’hardware.

A seguire la scelta del sistema operativo, del software, dell’installazione e del successivo tuning al fine di avere la massima resa dall’investimento e anche le massime performance con le latenze più basse.

Si potrà adottare una configurazione adeguata sia a livello di Filesystem, che a livello DBMS ottimizzando query cache, indici a livello DB, decidere di utilizzare una Full Page Cache con Backend Memcached, piuttosto che un object cache REDIS o una cache statica Varnish o aggiungere del microcaching NGINX.

Insomma, se pensate che basta installare un server Linux e installarci sopra cPanel o Plesk per avere un hosting performante vi meritate di essere in decima pagina su Google perchè non avete la minima idea di quante possibilità esistono per avere un server assolutamente funzionare.

Per intenderci uno stack web standard assomiglia a quello qui sotto :

Il nostro invece è quello seguente : 

E’ facile intuire che solo per il numero di software coinvolti, la complessità è estremamente maggiore ma anche le performance in grado di raggiungere sopratutto in un regime di alto traffico e molti accessi concorrenti.

2. Ottimizzazione di JS e CSS

Nel voler affrontare il secondo punto di quelli evidenziati in rotto, qualcuno potrebbe pensare che basti effettuare la minifizzazione dei JS e CSS per avere un hosting ottimizzato.

Peccato che non esiste solo la minifizzazione, l’accorpamento in un unico file, la compressione gzip (e la più rara brotli), ma esiste anche il caricamento asincrono, l’above the fold, la generazione del critical css per permettere un caricamento delle risorse ottimali e un rendering immediato, eliminando il fastidioso render blocking. Esistono davvero un mare di opzioni su come caricare JS e CSS e per quanto possa sembrare assurdo anche questo step oltre che gestirlo con estrema difficoltà manualmente si può gestire tramite appositi strumenti a livello WebServer.

 

3. Accessibilità delle informazioni da parte dei crawler dei motori di ricerca

E’ ovvio che più un sito è veloce e più i crawler dei vari motori di ricerca come Google, Bing, Yandex otterranno i contenuti da indicizzare in tempi più brevi. Ciò che non è chiaro alle masse è che esiste un tempo predefinito chiamato crawling budget (o crawl budget) che è in parole povere il tempo che un motore di ricerca dedica e spende per recuperare i contenuti dal vostro sito.

Più precisamente :

Il crawl budget è un parametro, o meglio un valore, che Google assegna al nostro sito. In pratica è proprio come un budget che Googlebot ha a disposizione per scansionare le pagine del nostro sito. Attraverso Search Console è possibile capire quanti file, pagine e immagini vengono scaricate e scansionate ogni giorno dal motore di ricerca.

E’ inutile dire che più alto è questo valore più abbiamo importanza per il motore di ricerca stesso. In pratica se ogni giorno Google scansiona e scarica tante pagine, significa che vuole i nostri contenuti perché considerati di qualità e valore per la composizione delle sue SERP. (Fonte Seozoom.it)

Ma cosa succede quando un sito per qualche motivo è lento e non riesce a fornire contenuti ai crawler in tempi brevi ? Che i crawler vanno oltre e non indicizzano tutti i contenuti.

Ecco ad esempio un grafico dalla Search console di Google in cui si evince come all’aumentare del tempo di recupero dei contenuti degli spider di Google, diminuiscono i contenuti indicizzati.

Questo crea un calo importante di traffico e in alcuni casi anche la scomparsa da importanti strumenti come Google Discover e Google News. Quindi è facile capire che avere un server veloce non è a solo beneficio dell’utente e della user experience ma anche a livello SEO.

4. Immagini e formati performanti

Nel trattare l’ultimo punto che abbiamo evidenziato, va detto che per quanto il formato Jpeg abbia in qualche modo rivoluzionato il mondo del web grazie ad un formato estremamente performante e leggero con un buon dettaglio rispetto alle più pesanti bmp e png, ad oggi non risulta essere il miglior formato immagine per il web. Esiste infatti il formato webp di cui abbiamo parlato in maniera piuttosto esaustiva in questo articolo che permette di risparmiare circa il 50% di peso rispetto alla migliore webp, rendendo dunque non solo il sito più leggero agli utenti finali ma anche garantendo un punteggio Google Pagespeed elevato e dunque migliore sopratutto in ottica mobile.

Oltretutto non è sempre e solo una questione di formato di immagine ma anche di dimensione. Perchè su uno smartphone ad esempio dovrei scaricare un’immagine 1920 x 1080 progettata per una risoluzione desktop Full HD piuttosto che un’immagine da 500px per 350px con un peso 4 volte minore ?

Anche qui un HOSTING SEO è in grado di risolvere la problematica effettuando il rescaling dell’immagine in modalità automatica e garantendo dunque una velocità assolutamente ottimale.

Alcuni problemi frequenti degli Hosting improvvisati

Quel che è stato scritto sopra potrebbe sembrare qualcosa di assolutamente innovativo ed esclusivo, ma così non è. Non siamo degli Einstein, dei Nikola Tesla o degli Elon Musk, ma semplicemente cerchiamo di rispettare le linee guida di Google esattamente come dovrebbe fare qualsiasi lavoratore che lavora nel settore web, sia esso un ingegnere del web, uno sviluppatore, un designer, un fotografo, un SEO.

E’ pacifico e assolutamente normale che dunque molti hosting e molti sviluppatori decidano di percorrere i punti sopra utilizzando tecniche e strade differenti. Fino a quando tutto funziona (e bene) non c’è alcun problema, non esistono leggi o obblighi precisi nel raggiungere l’obiettivo comune, l’importante è raggiungerlo correttamente senza alcun danno collaterale.

Purtroppo però così non è, e tra i tanti problemi in cui si incappa quando si cerca di fare cose giuste nel modo sbagliato abbiamo alcune delle situazioni seguenti :

  1. Siti lenti
  2. Siti che non refreshano i contenuti come sitemap e feed o la homepage.
  3. Siti che non mostrano le immagini su browser che non supportano webp come Safari o Internet Explorer
  4. Rottura di funzionalità Javascript
  5. Errore di rendering e rotture di layout per problemi di CSS
  6. Errori di caricamento delle risorse

E’ palese che al verificarsi di alcuni di questi problemi spesso silenti non solo un sito non sarà SEO Friendly e non otterrà vantaggi ma arriverà tranquillamente a collezionare talmente penalità che scomparirà dalla SERP di Google.

Esiste o non esiste dunque un Hosting SEO ?

La risposta la lasciamo a voi.

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