12 Dicembre 2023

Come passare tempo con Hobby inutili (o quasi) se sei un sistemista Nerd amante del retrocomputing.

Hobby Tecnologici per sistemisti Nerd: Unire passione e professione in un viaggio di creatività ed innovazione tecnologica non sempre utile, ma mai inutile.

COBOL

I sistemisti nerd, con la loro passione per la tecnologia e il retrocomputing, hanno modi unici e affascinanti di impiegare il tempo libero. Questo articolo esplora, in modo leggero e curioso, come un sistemista nerd amante del retrocomputing possa immergersi in passatempi apparentemente obsoleti ma incredibilmente stimolanti. Verranno esplorati mondi come OpenVMS, AS/400, Plan 9, Inferno e COBOL, dimostrando che ciò che può sembrare ‘inutile’ a un occhio esterno, in realtà, rivela una profonda passione e conoscenza tecnologica.

Studiare OpenVMS e VAX

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OpenVMS, originariamente conosciuto come VMS (Virtual Memory System), è un avanzato sistema operativo introdotto nei tardi anni ’70 da Digital Equipment Corporation (DEC). Progettato specificatamente per la potente architettura VAX (Virtual Address Extension), OpenVMS si è distinto per le sue eccezionali capacità di gestione della memoria e della multitasking. Questo sistema operativo si è guadagnato una reputazione di straordinaria affidabilità e stabilità, diventando un pilastro nelle operazioni di grandi organizzazioni e istituzioni.

Una delle caratteristiche più salienti di OpenVMS è la sua robusta architettura di sicurezza. Questo sistema è stato progettato con una serie di meccanismi di sicurezza integrati, che lo hanno reso una scelta preferita per ambienti aziendali critici dove la protezione dei dati e la continuità delle operazioni sono fondamentali. Inoltre, OpenVMS è stato uno dei primi sistemi operativi a supportare il clustering a livello di sistema, consentendo alle aziende di costruire infrastrutture di elaborazione distribuite e resilienti.

L’architettura VAX

La serie VAX di DEC era una famiglia di superminicomputer che ha segnato un’epoca nell’informatica. Questi sistemi erano noti per la loro impressionante capacità di gestire grandi quantità di memoria virtuale, una caratteristica che li rendeva estremamente versatili e potenti. L’architettura VAX è stata una pietra miliare nel settore per la sua architettura innovativa, che includeva un set di istruzioni ricco e potente, capace di gestire una vasta gamma di operazioni computazionali.

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L’ampio uso di VAX e OpenVMS in ambiti scientifici, accademici e di business è una testimonianza della loro versatilità e potenza. Questi sistemi erano particolarmente adatti per le applicazioni di gestione di database e transazioni, dove le loro capacità di elaborazione e affidabilità erano di vitale importanza. Le università e i centri di ricerca si affidavano a VAX per i loro complessi calcoli scientifici, mentre le aziende sfruttavano le sue capacità per gestire operazioni di business critico, dalle transazioni finanziarie alla logistica.

OpenVMS e l’architettura VAX rappresentano un’era significativa nell’evoluzione dell’informatica. Il loro impatto va oltre la semplice fornitura di capacità computazionale; hanno fornito le fondamenta su cui molte delle moderne pratiche di computing sono state costruite, plasmando in modo indelebile il panorama dell’IT aziendale e scientifico.

L’Application System/400, meglio conosciuto come AS/400, è una rivoluzionaria piattaforma hardware e software che IBM ha introdotto nel 1988. Questo sistema è stato progettato per offrire una soluzione integrata che combina capacità hardware con un sistema operativo avanzato, OS/400, e un insieme di software applicativi. La versatilità e l’innovazione dell’AS/400 lo hanno reso un sistema pionieristico nel suo tempo, spingendo i confini dell’informatica aziendale.

Studiare OS/400 e AS 400

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Il cuore del AS/400 è il suo sistema operativo, OS/400. Questo sistema operativo è noto per la sua robustezza e sicurezza, offrendo un ambiente affidabile per l’esecuzione di una vasta gamma di applicazioni aziendali. Una delle caratteristiche distintive di OS/400 è la sua capacità di supportare diversi linguaggi di programmazione, tra cui RPG, COBOL, C++, e Java, rendendolo estremamente flessibile e adatto a diversi scenari di utilizzo.

OS/400 si è distinto anche per la sua architettura orientata agli oggetti e per l’integrazione nativa con il database DB2, offrendo una gestione dei dati efficiente e potente. Questa integrazione ha semplificato lo sviluppo e la manutenzione delle applicazioni, riducendo i costi e i tempi di implementazione.

AS/400: Una Piattaforma di Lunga Durata nel Mondo Aziendale

Nonostante la sua età, AS/400 rimane una piattaforma fondamentale in molti ambienti aziendali, specialmente in settori come la finanza, la produzione e la distribuzione. La sua durata nel tempo si deve alla sua straordinaria affidabilità e alla sua capacità di evolversi con le esigenze aziendali. IBM ha continuato a sviluppare e supportare la piattaforma, rinominandola in IBM iSeries e, più recentemente, IBM System i, per riflettere le sue capacità espansive e la sua evoluzione.

La compatibilità con le applicazioni legacy è un altro aspetto fondamentale dell’AS/400. Molti sistemi aziendali costruiti negli anni ’80 e ’90 sono ancora in funzione oggi, grazie alla capacità di AS/400 di eseguire queste applicazioni senza modifiche significative. Questo ha permesso alle aziende di proteggere il loro investimento in software e di evitare costosi e rischiosi progetti di migrazione.

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In conclusione, l’AS/400 di IBM rappresenta un pezzo di storia nell’informatica aziendale, dimostrando come una piattaforma ben progettata possa rimanere rilevante e utile per decenni. Studiare l’AS/400 offre non solo una prospettiva sulla storia dell’informatica, ma anche intuizioni sullo sviluppo, la manutenzione e la gestione di sistemi informativi robusti e duraturi in un contesto aziendale.

Plan 9 dalla Bell Labs nacque verso la fine degli anni ’80 come un progetto ambizioso di ricerca e sviluppo. Questo sistema operativo fu concepito dallo stesso team di talentuosi ingegneri che avevano sviluppato Unix, uno dei sistemi operativi più influenti di tutti i tempi. Plan 9 fu pensato come un successore spirituale di Unix, con l’obiettivo di superare alcune delle sue limitazioni e di ampliare le frontiere dell’informatica. La visione alla base di Plan 9 era quella di un sistema operativo distribuito e altamente connesso, che potesse sfruttare al massimo le potenzialità delle reti in espansione e dell’hardware emergente.

Studiare Plan9

Una delle principali innovazioni di Plan 9 risiedeva nel suo approccio alla gestione delle risorse e dei servizi. Il sistema operativo implementava un modello in cui tutto, dai file ai dispositivi di input/output, era rappresentato come un file in un file system distribuito. Questo modello unificato semplificava notevolmente la programmazione e l’interazione con il sistema, permettendo una maggiore flessibilità e scalabilità.

Plan9 Operative System

Plan 9 introduceva anche nuovi concetti nel networking e nella comunicazione tra processi, sfruttando protocolli innovativi come 9P, che permettevano una comunicazione efficiente e trasparente tra diverse macchine in una rete. Queste caratteristiche rendevano Plan 9 particolarmente adatto per ambienti di computing distribuito e per la realizzazione di applicazioni complesse che richiedevano una collaborazione stretta tra diverse unità di elaborazione.

Dal Laboratorio alla Comunità Open-Source

Nonostante queste innovazioni, Plan 9 non raggiunse mai la popolarità di Unix nel mercato commerciale. Tuttavia, il suo valore e il suo impatto sono stati riconosciuti in ambienti accademici e di ricerca. Dopo anni di sviluppo e utilizzo interno presso Bell Labs, Plan 9 venne reso disponibile alle università nel 1992, consentendo agli studiosi e ai ricercatori di esplorare le sue potenzialità.

Nel 1995, AT&T, la società madre di Bell Labs all’epoca, tentò di commercializzare Plan 9, ma senza grande successo. Tuttavia, il vero salto di qualità avvenne nel 2000, quando Plan 9 fu rilasciato sotto licenza open-source. Questa mossa permise una più ampia diffusione e adozione del sistema, dando vita a una comunità di appassionati e sviluppatori che hanno continuato a esplorare e sviluppare le sue idee innovative.

Eredità e Impatto nel Mondo del Computing

Oggi, Plan 9 è riconosciuto più per il suo impatto culturale e tecnologico che per la sua diffusione pratica. Le sue idee e concetti hanno ispirato lo sviluppo di altri sistemi operativi e tecnologie di networking. Inoltre, Plan 9 continua a essere un campo di studio affascinante per coloro che sono interessati all’evoluzione dei sistemi operativi e desiderano comprendere come le idee innovative possano influenzare lo sviluppo tecnologico a lungo termine.

In conclusione, studiare Plan 9 offre una prospettiva unica sull’innovazione nel campo dei sistemi operativi e sul modo in cui le idee avanzate possono sfidare e influenzare le pratiche consolidate nell’informatica. Per gli appassionati di tecnologia e storia dell’informatica, Plan 9 rappresenta un capitolo intrigante e ispiratore nella storia del computing.

Studiare Inferno

No, non parliamo dell’Inferno di Dante e della Divina Commedia. Sebbene ad esso ispirato, Inferno rappresenta un traguardo significativo nel panorama dei sistemi operativi, sviluppato con l’obiettivo specifico di facilitare lo sviluppo e la gestione di applicazioni distribuite. Nato nei laboratori di ricerca di Bell Labs, lo stesso fertile terreno che ha dato vita a Unix e Plan 9, Inferno si è distinto per la sua architettura innovativa e la sua adattabilità. Il sistema è stato progettato per operare sia in modalità hosted, ovvero all’interno di altri sistemi operativi, sia in modalità nativa su una vasta gamma di architetture hardware, dimostrando un’eccezionale flessibilità.

Innovazione nel Networking e nella Gestione delle Risorse: Il Protocollo Styx

Una delle innovazioni chiave di Inferno è l’introduzione del protocollo Styx, un sistema di comunicazione che permette un accesso uniforme e trasparente alle risorse, sia che si trovino in locale o distribuite in rete. Styx, derivato e perfezionato dal protocollo 9P di Plan 9, è stato concepito per semplificare la comunicazione in ambienti distribuiti, rendendo il sistema estremamente efficiente e versatile. Questo approccio unificato alla gestione delle risorse è una caratteristica distintiva di Inferno, che facilita la creazione di sistemi distribuiti complessi e scalabili.

Linguaggio di Programmazione Limbo: Sicurezza e Portabilità

Un altro elemento fondamentale di Inferno è il suo linguaggio di programmazione dedicato, Limbo. Limbo è un linguaggio type-safe, il che significa che impone controlli rigorosi sui tipi di dati, aumentando la sicurezza e riducendo la probabilità di errori di programmazione. Un aspetto notevole di Limbo è la sua rappresentazione binaria universale, che consente ai programmi scritti in Limbo di essere eseguiti su qualsiasi piattaforma senza modifiche. Questa caratteristica fa di Limbo uno strumento potente e flessibile per lo sviluppo di applicazioni distribuite, in quanto assicura che il codice sia portabile e facilmente eseguibile in diversi ambienti.

Limbo utilizza tecniche di compilazione just-in-time (JIT), consentendo una maggiore efficienza nell’esecuzione del codice. Questo approccio combina i vantaggi della compilazione statica con la flessibilità dell’interpretazione, ottimizzando le prestazioni delle applicazioni.

Applicazioni e Impatto di Inferno nel Mondo del Computing

Inferno si è rivelato particolarmente adatto per lo sviluppo di servizi e applicazioni distribuite, come sistemi di telecomunicazione, servizi di rete e applicazioni Internet. La sua capacità di operare su diverse piattaforme hardware e la sua architettura orientata alla rete hanno aperto nuove possibilità nell’ambito dello sviluppo di software distribuito. Nonostante non abbia ottenuto un’ampia adozione commerciale, Inferno ha lasciato un’impronta indelebile nel campo del computing distribuito, influenzando lo sviluppo di tecnologie e concetti che sono oggi alla base di molte applicazioni moderne.

Lo studio di Inferno offre una prospettiva approfondita sull’evoluzione dei sistemi operativi e sullo sviluppo di applicazioni in ambienti distribuiti. La comprensione delle sue innovazioni e delle sue peculiarità fornisce un’importante lezione sulla progettazione e sull’implementazione di sistemi operativi e linguaggi di programmazione che possono adattarsi a un panorama tecnologico in continua evoluzione. Per gli appassionati di retrocomputing e per coloro che sono interessati alla storia e al futuro del computing distribuito, Inferno rappresenta un capitolo intrigante e ricco di insegnamenti.

Studiare COBOL

COBOL

COBOL, acronimo di Common Business-Oriented Language, è un linguaggio di programmazione che ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’informatica fin dalla sua nascita negli anni ’50. Creato con l’obiettivo di standardizzare la programmazione per le applicazioni aziendali, COBOL si è affermato come uno dei linguaggi più diffusi per lo sviluppo di software in ambito bancario, assicurativo, amministrativo e in altri settori dove la gestione di grandi volumi di dati è fondamentale. La sua progettazione era mirata a essere comprensibile e accessibile, con una sintassi vicina al linguaggio naturale, facilitando così l’apprendimento e l’uso da parte di programmatori non specializzati in ambiti tecnici.

Perché COBOL è Ancora Rilevante Oggi

Nonostante l’evoluzione tecnologica abbia introdotto linguaggi di programmazione più moderni e versatili, COBOL continua a mantenere un ruolo cruciale in molte organizzazioni. La sua persistente rilevanza è dovuta principalmente alla vasta quantità di codice legacy scritto in COBOL che ancora oggi è in funzione, soprattutto in sistemi critici come quelli bancari, assicurativi, governativi e sanitari. Questi sistemi, spesso datati ma incredibilmente stabili e affidabili, svolgono funzioni essenziali che supportano operazioni quotidiane di enormi proporzioni.

Il COBOL nei Sistemi Legacy

La rilevanza di COBOL nei sistemi legacy è particolarmente significativa. Molti di questi sistemi sono stati costruiti decenni fa e continuano a funzionare efficacemente, grazie alla stabilità e all’affidabilità del linguaggio. La manutenzione e l’aggiornamento di questi sistemi richiedono una conoscenza approfondita del COBOL, poiché riscrivere o sostituire codice così vasto e complesso sarebbe un’impresa costosa e rischiosa. Di conseguenza, c’è una domanda costante di programmatori COBOL capaci di gestire, aggiornare e migliorare questi sistemi critici.

Studiare COBOL: Guardare al Futuro Attraverso il Passato

Studiare COBOL non è solo un esercizio per comprendere la storia dell’informatica; è anche un modo per acquisire competenze preziose e sempre più rare nel panorama tecnologico moderno. Comprendere COBOL permette di avere una visione unica sui principi di base del computing aziendale e offre un’opportunità per coloro che sono interessati a carriere nel campo della manutenzione dei sistemi informativi legacy.

Inoltre, lo studio del COBOL fornisce intuizioni cruciali sull’evoluzione dei linguaggi di programmazione e sulle sfide associate alla gestione di sistemi informativi di lunga durata. Per gli ingegneri del software e gli specialisti IT, conoscere COBOL significa avere la capacità di dialogare con una parte importante della storia informatica e di contribuire attivamente alla sua evoluzione futura.

In conclusione, COBOL rimane una pietra angolare dell’informatica moderna, nonostante la sua età. La sua presenza pervasiva in sistemi critici in tutto il mondo rende lo studio di questo linguaggio non solo una questione di interesse storico, ma una competenza pratica e rilevante. Per chiunque sia interessato a esplorare le radici del computing moderno o a intraprendere una carriera nell’IT, COBOL rappresenta un campo di studio ricco di opportunità e sfide uniche.

Conclusione

L’esplorazione di hobby da parte dei sistemisti nerd, specialmente quelli con un interesse per il retrocomputing e la tecnologia avanzata, si rivela un viaggio stimolante e ricco di apprendimento. Oltre a offrire una pausa dalle esigenze quotidiane del lavoro, questi hobby permettono di approfondire la comprensione tecnologica, di esprimere la creatività e di sviluppare nuove abilità.

Dal restauro di hardware vintage all’assemblaggio di PC personalizzati, dall’immersione nel mondo del retrogaming alla partecipazione attiva nella comunità del software open source, ogni hobby offre una finestra unica nel vasto universo della tecnologia. Essi permettono non solo di riconnettersi con le radici storiche dell’informatica, ma anche di rimanere al passo con le evoluzioni più recenti. Attraverso questi passatempi, i sistemisti possono sperimentare direttamente la gioia e le sfide dell’innovazione tecnologica.

Inoltre, questi hobby forniscono opportunità per il networking sociale e professionale, collegando i sistemisti con comunità di persone che condividono interessi simili, ogni attività apre la porta a nuove amicizie, collaborazioni e persino opportunità di carriera.

In definitiva, questi hobby non sono solo un modo per trascorrere il tempo libero; sono anche un mezzo per arricchire le competenze professionali, per ispirare innovazioni future e per contribuire alla comunità tecnologica globale. Per i sistemisti nerd, l’adozione di uno o più di questi hobby rappresenta un passo avanti nel loro percorso personale e professionale, unendo passione e professione in un equilibrio dinamico e gratificante.

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